Morte David Rossi: “Fu omicidio, aggredito da più persone tentò di difendersi”
Una simulazione disposta dalla commissione parlamentare d’inchiesta: l’ex capo della comunicazione di Mps tenuto fuori dalla finestra, poi è mancata la presa
David Rossi era il capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, e fu trovato morto la sera del 6 marzo 2013 dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. Era un dirigente di primo piano ed ex braccio destro del presidente della banca Giuseppe Mussari. Le indagini condotte allora attribuirono la morte di Rossi a suicidio. Ipotesi che la famiglia non ha mai accettato, così come “Le Iene”, che in molte puntate hanno cercato di dimostrare che in effetti si sarebbe trattato di omicidio. La ricerca della verità è stata affidata dal 2024 ad una Commissione parlamentare d’inchiesta, che sta facendo un ottimo lavoro.
La perizia voluta dalla Commissione
Nell’ultima perizia disposta da questa Commissione, è stata ricostruita all’interno di una palestra la scena degli attimi che, presumibilmente, hanno preceduto la morte di Rossi. Cioè quando sarebbe stato aggredito e poi precipitato sulla strada. È stata predisposta una finestra nelle stesse dimensioni di quella della sede di Monte dei Paschi di Siena. Ed un atleta dei carabinieri, della stessa corporatura di David Rossi, si è prestato per simulare i movimenti di reazione della vittima. Gli aggressori sarebbero almeno due. Prima di precipitare dalla finestra Rossi sarebbe stato cosciente, quindi ha molto probabilmente avrebbe cercato di difendersi.
Una volta finito fuori dalla finestra ha tentato di aggrapparsi al bordo, ed era tenuto dagli aggressori forse in un tentativo di intimidazione. Ma poi la presa è mancata e Rossi è precipitato. È quanto è emerso da una prima valutazione tecnica dopo le simulazioni, con l’ausilio dei Ris, nell’ambito della perizia.
Il commento del presidente
Gianluca Vinci, presidente della Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi, in diretta su Rai1, a “Storie Italiane”, ha così commentato l’esito della perizia: “Non si trattò di un suicidio, ma di un omicidio. Abbiamo individuato in parte le motivazioni. Si tratta di una persona proiettata fuori dalla finestra, tenuta appesa, e non di un killer che l’ha defenestrato direttamente. Oggi siamo qui per capire quante possano essere le persone coinvolte. E, per farlo, dobbiamo mettere in pratica quelle stesse manovre che possono aver portato a un’uscita dalla finestra faccia al muro e braccia in alto”.
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