Tumore al polmone per Papa Leone: operato al Gemelli, attesi esiti su linfonodi
L’operazione è riuscita senza complicazioni, ma l’esame istologico conferma la presenza di un adenocarcinoma
L’operazione chirurgica subita da Papa Leone XIV presso l’ospedale Gemelli di Roma si è conclusa positivamente e senza complicazioni, ma il quadro clinico complessivo appare più complesso rispetto alle previsioni della vigilia. Durante l’intervento di chirurgia toracica, durato circa novanta minuti all’interno di una sessione in sala operatoria di tre ore, i medici Luigi Carbone e Stefano Margaritora hanno eseguito l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro. Dopo l’esame istologico estemporaneo, che ha confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, si è resa necessaria la procedura mini-invasiva tramite video-toracoscopia. Il Pontefice si è svegliato regolarmente ed è stato trasferito nella sua stanza al decimo piano del nosocomio romano dopo un breve periodo di osservazione.
L’adenocarcinoma polmonare
L’adenocarcinoma rappresenta la tipologia più frequente tra i tumori maligni del polmone e si riscontra spesso anche nei soggetti non fumatori. Contestualmente alla lobectomia, le équipe mediche hanno provveduto all’asportazione dei linfonodi intratoracici per eseguire la necessaria linfoadenectomia. Questo passaggio risulta determinante per definire l’esatta stadiazione della patologia e orientare le scelte terapeutiche successive. Qualora l’analisi dei linfonodi evidenziasse l’assenza di cellule tumorali, la malattia resterebbe classificata al primo stadio, condizione che garantisce tassi di sopravvivenza a cinque anni superiori all’ottanta percento e che potrebbe richiedere un semplice percorso di monitoraggio e follow-up periodico.
Decorso post-operatorio da sette a dieci giorni
Al contrario, la presenza di cellule neoplastiche nei linfonodi farebbe salire lo stadio della malattia al secondo o terzo livello, rendendo indispensabile l’avvio di una terapia post-operatoria adiuvante per ridurre il rischio di eventuali recidive. In tale eventualità, gli specialisti valuteranno il profilo molecolare e genetico del tumore per individuare il trattamento più efficace, spaziando tra immunoterapia, terapie a bersaglio molecolare o la classica chemioterapia. Salvo complicazioni nel corso del decorso post-operatorio, la degenza ospedaliera prevista per questo genere di interventi varia tra i sette e i dieci giorni, al termine dei quali il paziente potrà gradualmente riprendere le sue normali attività.
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