Palestra BodyLife sotto sequestro a Palermo: è di un noto influencer
Accusato il tecnico incaricato degli adempimenti amministrativi
Problemi per la palestra BodyLife di piazza Tineo, in zona Oreto, gestita dall’influencer e culturista Eros Di Maio, noto su TikTok come Eros Luxor e da un suo socio. La struttura è stata chiusa e posta sotto sequestro amministrativo e preventivo dopo un controllo congiunto di Carabinieri e Polizia municipale. Dove si insegnava a scolpire i bicipiti al grido di “riso, pollo e vitamine”, ora restano solo i sigilli delle forze dell’ordine.

L’ispezione, effettuata mercoledì scorso dai militari della stazione Oreto e dagli agenti del Nucleo Caep, ha riguardato la struttura inaugurata nel 2023. Secondo quanto ricostruito dalle autorità, la palestra BodyLife operava in modo irregolare sia dal punto di vista commerciale sia professionale.
L’analisi della documentazione ha fatto emergere diverse presunte irregolarità, alcune delle quali di natura penale. Parte degli atti presentati, secondo i Carabinieri, sarebbe stata falsificata. Tra le violazioni contestate figurano l’assenza delle necessarie autorizzazioni per l’attività sportiva e per la vendita di alimenti all’interno della struttura, oltre alla mancanza della figura tecnica obbligatoria prevista dalla legge.
Nel corso dei controlli è stato inoltre accertato che un istruttore lavorava senza il titolo abilitativo richiesto. A ciò si aggiungono l’assenza del Certificato di prevenzione incendi (CPI) e del Documento di valutazione dei rischi (DVR). Violazioni gravi, fanno sapere dal Comando, che hanno portato al sequestro dell’intero locale e di tutte le attrezzature.

Di tutt’altro avviso i titolari della palestra, che sostengono di essere stati raggirati da un tecnico incaricato degli adempimenti amministrativi nel 2024. “Al momento del controllo abbiamo scoperto il problema. Non ne sapevamo nulla ma siamo assolutamente in regola”, ha dichiarato il tiktoker a PalermoToday. Secondo il culturista, infatti, la documentazione completa non sarebbe stata immediatamente disponibile perché custodita dal tecnico esterno. “Ci ha sempre rassicurato che fosse tutto a posto e che le autorizzazioni fossero arrivate via Pec. Mi viene da pensare che ci possano essere altre ignare vittime come noi”, ha aggiunto.
I titolari hanno annunciato di essersi rivolti a un avvocato per impugnare le sanzioni, per un totale di circa 12 mila euro e presentare ricorso contro la denuncia. È inoltre in valutazione una querela nei confronti del tecnico ritenuto responsabile delle presunte irregolarità.
“Non abbiamo ancora capito se effettivamente sia così, ma probabilmente non è mai andato al Comune per la pratica e ha fatto un ‘copia e incolla’ di altre autorizzazioni con dati sbagliati – ha spiegato Eros Luxor -. L’obiettivo – ha concluso – è rivalerci su di lui e riaprire quanto prima la palestra per i nostri clienti”.
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