Sciopero degli autotrasportatori, in Sicilia bus a rischio per la carenza di carburante
L’allarme di Anav
Lo sciopero degli autotrasportatori siciliani potrebbe avere conseguenze anche sul trasporto pubblico e privato su gomma. Se il blocco dei tir impedirà le consegne di carburante previste nei prossimi giorni, diverse aziende di autobus rischieranno di ridurre le corse o sospendere parte dei collegamenti urbani ed extraurbani. Intanto, i piccoli autotrasportatori rilanciano la protesta e minacciano di proseguirla fino al 27 ottobre.
Come riporta il Giornale di Sicilia, a lanciare l’allarme è Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, l’associazione che rappresenta le imprese del trasporto viaggiatori. La preoccupazione riguarda soprattutto le forniture di gasolio, messe a rischio dal fermo dei mezzi pesanti. Se le consegne previste entro lunedì prossimo non arriveranno, avverte Graffagnini, le aziende potrebbero non riuscire a garantire il normale servizio di linea.
Diverse imprese hanno già ricevuto comunicazioni sul mancato arrivo del carburante. Se la situazione non cambierà, gli operatori potrebbero riuscire a garantire soltanto i servizi essenziali nelle prime ore del mattino. Solo per consentire a studenti e lavoratori di raggiungere scuole e luoghi di lavoro.
A preoccupare l’associazione sono anche i sit-in organizzati in alcune città siciliane. Queste iniziative, che non rientrano nelle modalità di protesta condivise da chi ha proclamato lo sciopero, rischiano di provocare rallentamenti lungo le strade, aumentare i tempi di percorrenza e impedire ai bus di completare regolarmente le corse.
Sul fronte istituzionale, la Regione Siciliana continua a cercare un’intesa con il governo nazionale per rispondere alle richieste degli autotrasportatori e scongiurare ulteriori disagi. Dopo il vicepresidente Luca Sammartino, anche il presidente Renato Schifani ha avuto un confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Dal colloquio è arrivato un impegno ad affrontare le questioni al centro della mobilitazione, a partire dal costo del gasolio, una delle principali ragioni della protesta.
Il rischio, dunque, non riguarda soltanto la circolazione delle merci. Se le consegne di carburante non riprenderanno regolarmente, lo sciopero potrebbe ripercuotersi anche sugli spostamenti quotidiani di migliaia di siciliani.
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