Cani morti per il caldo a Sciacca, La Vardera: «Servono pene più dure»
5 cani sono stati salvati ma per i 4 cuccioli non c’è stato nulla da fare
Immagini tragiche da un appartamento di Sciacca, in provincia di Agrigento, dove nove cani — tre adulti e sei cuccioli — sono rimasti per giorni su un terrazzo esposto al sole, senza le condizioni necessarie per sopravvivere. L’intervento della Polizia Municipale, dei veterinari dell’Asp e degli operatori dell’Ufficio Benessere Animale e Randagismo ha permesso di salvare alcuni degli animali, ma per quattro cuccioli non c’è stato nulla da fare.
Quando i soccorritori sono arrivati, hanno trovato i cani in condizioni drammatiche. Due cuccioli erano ancora vivi, ma soffrivano già di gravi convulsioni a causa della disidratazione e del caldo estremo. Anche alcuni adulti erano allo stremo delle forze, mentre la madre dei piccoli assisteva impotente alla morte dei suoi cuccioli.
Gli agenti hanno dovuto attendere l’arrivo del proprietario prima di poter entrare nell’abitazione. L’uomo, dopo un lungo ritardo, ha aperto la porta e ha permesso l’accesso ai soccorritori. La Procura della Repubblica ha ricevuto la denuncia nei suoi confronti.
Secondo la normativa vigente, l’abbandono di animali in condizioni tali da provocarne sofferenza configura un caso di maltrattamento. Quando il maltrattamento porta alla morte degli animali, la legge prevede pene più severe, con la possibilità della reclusione fino a tre anni e una multa fino a 45 mila euro. Inoltre, il fatto riguarda più animali e questa circostanza può aggravare ulteriormente la posizione dell’indagato.
La Lega Italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente annuncia la propria intenzione di costituirsi parte civile nell’eventuale processo.
Sul caso è intervenuto anche Ismaele La Vardera. «Da ieri circola un video terribile che qui non posterò perché mi sono sentito male solo a vederlo – scrive su un post su Facebook -. Un disgraziato criminale lascia morire sul tetto di casa sua 4 cuccioli disidratati per il forte caldo. Non basta la denuncia, chi commette questi crimini merita il carcere. Come movimento ci batteremo per inasprire le pene, e soprattutto per introdurre l’obbligo del microchip con certificazione di non presenza di non patologie psichiche del proprietario».
«Oggi infatti, per assurdo, le peggiori morti di cani e gatti arrivano anche da persone non capaci di intendere e volere che posseggono un animale senza averne cognizione di causa. Stiamo studiando inoltre l’adozione di un vero e proprio patentino per i possessori di animali con un corso ad hoc» aggiunge il leader di Controcorrente.
«Avere un animale non è un gioco! Dobbiamo mettere fine a questa tragedia! Come presidente dell’intergruppo parlamentare contro i crimini sugli animali non resterò a guardare!» conclude.
Per restare aggiornato su tutte le nostre notizia, unisciti al nostro canale WhatsApp
Leggi anche
Villaseta, terrore nella notte: spara ad un uomo al balcone, arrestato
Spari contro le persone affacciate al balcone a Villaseta: i retroscena dell'agguato e l'arresto del ventenne per tentato omicidio
Redazione
Neonato venduto a Gela: "Figlio appena nato ceduto a una coppia in cambio di denaro"
Una madre romena a processo per alterazione di stato: avrebbe venduto il neonato a una coppia di Mazzarino fingendo una falsa paternità
Redazione
Messina, in fiamme la Camera di Commercio
Momenti di apprensione fra i cittadini, evacuato l’edificio
Redazione
Spari in discoteca: identificato earrestato a Catania 19enne per tentato omicidio
Catania, arrestato 19enne per la sparatoria alla discoteca Industrie: accusato di tentato omicidio e porto d’arma
Redazione