Imprese palermitane: le prospettive del Cna
Nel tessuto produttivo siciliano c’è più ottimismo per il 2026 rispetto all’ambito imprenditoriale del Nord
Secondo un recente rapporto della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna), nel tessuto produttivo siciliano c’è più ottimismo per il 2026 rispetto all’ambito imprenditoriale del Nord, trainato soprattutto dai servizi attinenti al turismo.
Analizziamo a tal proposito la situazione del territorio palermitano e facciamo il punto della situazione sulle prospettive delle imprese nel capoluogo siciliano.
Intervista a Domenico Provenzano, presidente del Cna Palermo
L’indagine del Cna evidenzia un cauto ottimismo al Sud trainato da turismo e servizi. A Palermo questo effetto è già visibile? E quanto è solida questa spinta?
“Intanto una visibilità a Palermo riguardo allo sviluppo c’è; quello che riguarda il Sud è un tema molto interessante e non attiene solo al turismo ma alle imprese in generale”.
“Con la Zes unica oggi le imprese sanno perfettamente qual è il contributo che possono ottenere nella misura in cui fanno degli investimenti, cosa che non succede quando parliamo di contributi a fondo perduto da erogazioni che forse arriveranno tra qualche anno”.
“Questo ha consentito alla Sicilia di avere uno sviluppo non di poco conto e nella misura in cui i nostri governanti cominciano a capire che bisogna dare certezze, probabilmente imprese ed economia crescono a dismisura”.
A livello nazionale la manifattura è tra i settori più pessimisti. Le imprese manifatturiere palermitane condividono queste preoccupazioni su export, dazi e conflitti internazionali, oppure il mercato locale sta compensando?
“Sicuramente c’è un problema serio che riguarda un po’ tutti. Se parliamo delle nostre imprese, che sono piccole, lo subiscono ma non in maniera pregnante come le grandi”.
“Anche perché, se parliamo di imprese del settore alimentare e agricolo, trattandosi di prodotti di altissima qualità, chi li deve acquistare questa differenza la soffre di meno, mentre per i prodotti di scarsa qualità è più marcata e sicuramente crea delle problematiche. Quindi in Sicilia la sentiamo ma non è così marcata come può essere nel resto d’Italia, soprattutto al Nord”.
Se il Sud guarda al 2026 con meno pessimismo grazie al buon andamento recente, c’è il rischio che le imprese abbassino la guardia su innovazione e competitività? Cna Palermo sta lavorando per evitare questo possibile effetto?
“Assolutamente sì: Cna Palermo insieme al Cna regionale sta lavorando affinché le imprese restino al passo con i tempi e stiamo cercando di mettere in campo prima di ogni cosa delle informazioni, perché oggi sono purtroppo quello che manca alle imprese, soprattutto a quelle piccole”.
“Noi stiamo facendo in modo che queste informazioni arrivino e quindi c’è la possibilità che le piccole imprese possano usufruire anche di una serie di benefit che molte volte non conoscono”.
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