Prima comunione e Cresima: Monreale e Cefalù seguono Palermo, poche speranze di un ripensamento
Monreale e Cefalù si allineano alla riforma di Palermo sui sacramenti: comunione e cresima unificate dopo 5 anni di catechesi
Si riducono progressivamente le possibilità di fuga per le famiglie in cerca di percorsi tradizionali per i sacramenti dei figli, poiché il modello introdotto nell’arcidiocesi di Palermo trova sponda anche nei territori limitrofi. Dopo la scelta dell’arcivescovo Corrado Lorefice di unificare prima comunione e cresima al termine di un itinerario formativo quinquennale, anche le diocesi di Monreale e Cefalù si dicono pronte a seguire la medesima direzione. L’arcivescovo di Monreale, Gualtiero Isacchi, ha confermato la piena comunione con le scelte del capoluogo, ribadendo che la decisione risponde alle linee della Conferenza episcopale e al Cammino sinodale. L’obiettivo dichiarato è quello di superare una ritualità vuota o legata al semplice dovere formale, proponendo un percorso capace di introdurre davvero alla vita cristiana e coinvolgere le famiglie.
Anche Cefalù con Lorefice
Anche Cefalù condivide questa prospettiva pastorale, con il vescovo Giuseppe Marciante che ha sottolineato la necessità di una catechesi narrativa integrata per accompagnare la crescita dei ragazzi. Attraverso il dialogo con le comunità parrocchiali e le agenzie educative, la diocesi sta definendo le modalità attuative con l’ausilio di commissioni tecniche. L’intento comune resta quello di recuperare l’unità celebrativa tra confermazione ed eucaristia, affrontando l’emergenza educativa del territorio attraverso una nuova evangelizzazione che metta al centro il valore profondo dell’esperienza di fede rispetto agli aspetti puramente esteriori.
Le proteste dei commercianti legati a questi eventi
La riorganizzazione ha tuttavia acceso forti discussioni e risentimenti nel tessuto economico della provincia. L’allungamento dei tempi catechistici e la fusione delle cerimonie riducono l’indotto legato ai festeggiamenti, provocando la dura reazione di Confimprese e di diverse categorie commerciali legate a eventi, bomboniere e ristorazione, che sono giunte a manifestare davanti alla Cattedrale di Palermo. L’orientamento della Chiesa resta però fermo: le polemiche confermano per i presuli la necessità di ridare senso ai sacramenti, mentre l’opposizione dei commercianti trova riscontro contrario in altre associazioni di categoria che hanno espresso solidarietà all’arcivescovo Lorefice. Sebbene molte famiglie fatichino ad adattarsi ai nuovi ritmi e agli impegni pomeridiani, la convergenza delle diocesi vicine punta a evitare lo spostamento dei ragazzi verso parrocchie esterne.
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