Partecipate, stallo a Palazzo delle Aquile: intanto decade il CdA di Reset
L’esecutivo guidato da Roberto Lagalla non ha ancora trovato la quadra per la governance delle aziende comunali. Tra logiche di partito e scadenze dei mandati, la gestione ordinaria passa al Collegio Sindacale
L’attesa per la definizione dei nuovi vertici delle società Partecipate del Comune di Palermo sta trasformando uno dei passaggi amministrativi più rilevanti del 2026 in un prolungato stallo politico. Il sindaco Roberto Lagalla e la sua coalizione di centrodestra continuano a confrontarsi da mesi senza riuscire a raggiungere una sintesi definitiva, mentre le scadenze operative impongono i primi avvicendamenti sul piano gestionale.
In questo scenario di attesa si inserisce la fine del mandato del Consiglio di Amministrazione di Reset, la società partecipata di Palazzo delle Aquile che si occupa della cura del verde pubblico e di diverse altre mansioni di manutenzione urbana. Con il termine delle attività dell’esecutivo uscente, le funzioni di ordinaria amministrazione sono state assunte dal Collegio Sindacale, in attesa che la politica individui la futura governance.
L’uscita di scena, almeno momentanea, del presidente Fabrizio Pandolfo e dei consiglieri Antonio Tomaselli e Loredana Fierotti riapre i complessi equilibri interni alla maggioranza. Pandolfo, espresso nel 2023 dall’area di Forza Italia vicina al presidente del Consiglio Comunale Giulio Tantillo, resta tra le opzioni per una riconferma, pur se inserito in una partita più ampia che coinvolge anche le caselle di Amg Energia e Amat. In quest’ultima realtà la corrente legata al deputato regionale Edy Tamajo punta a posizionare figure di riferimento come Domenico Macchiarella, coordinatore cittadino degli azzurri.
Le incertezze sulla governance e sulla continuità aziendale provocano immediate reazioni da parte delle opposizioni consiliari. La capogruppo del Movimento 5 Stelle, Concetta Amella, ha espresso forte preoccupazione per la fase di transizione che sta attraversando la società, ricordando il recente passivo economico e le perduranti carenze organiche che condizionano la qualità delle prestazioni offerte. Secondo la rappresentante pentastellata, la scelta dei nuovi amministratori dovrebbe affrancarsi dalle consuete dinamiche di spartizione e compensazione politica per privilegiare criteri di competenza tecnica e capacità manageriale.
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