Palermo, ennesima violenza al Pronto Soccorso: infermiere aggredito al Cervello
Fials torna a chiedere più sicurezza
Aggressione nella mattinata di ieri 28 settembre all’ospedale Cervello di Palermo, dove un uomo ha fatto irruzione nell’area del triage pretendendo di interloquire immediatamente con i medici di turno. Il paziente, familiare dell’aggressore, era stato accolto nella struttura la sera precedente e sottoposto a tutte le cure e agli accertamenti del caso. Intorno alle 9 del mattino successivo, il parente si è presentato allo sportello d’accettazione per esigere notizie immediate. Di fronte alla spiegazione del personale d’accoglienza, che ha cercato di rassicurarlo spiegando che i medici sarebbero usciti di lì a poco per interfacciarsi con i parenti, la pazienza dell’uomo è venuta meno.
La reazione si è trasformata in una sfuriata incontrollata. Oltre all’aggressione verbale verso l’operatore di servizio, l’uomo ha scaraventato a terra il monitor del computer posizionato sul banco del triage, per poi allontanarsi dalla struttura prima dell’arrivo dei soccorsi. Il pronto intervento dei carabinieri ha permesso di identificare il responsabile.
Sottoposto a visita medica subito dopo il forte spavento, l’operatore ha riscontrato un picco ipertensivo per il quale gli è stato prescritto un periodo di riposo forzato. Un danno fisico e psicologico che va a sommarsi alle condizioni già complesse in cui il personale sanitario si trova ad operare ogni giorno.
Sull’accaduto è intervenuta la segreteria provinciale e aziendale della Fials Palermo, manifestando vicinanza al lavoratore coinvolto e riportando l’attenzione sulle carenze strutturali nella tutela dei lavoratori. Il sindacato evidenzia come, a fronte di continui dibattiti teorici sulle possibili contromisure da adottare, la realtà delle corsie continui a presentare scenari intollerabili per la dignità e l’incolumità dei professionisti. La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di accelerare i tempi e dare seguito concreto alle proposte avanzate da tempo, a partire dall’istituzione di presidi e posti fissi di polizia in tutte le strutture sanitarie del territorio per prevenire e arginare l’escalation di violenza.
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