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Cronaca

Incidente mortale tra Tir e bici: ecco chi è la vittima

La Commissione mobilità sollecita l’immediata attivazione del tavolo tecnico intersettoriale fermo da oltre un anno

di Redazione
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incidente
A sx Giorgio Bianchini

L’ennesima tragedia sulle strade cittadine consumatasi questa mattina a Palermo porta il nome di Giorgio Bianchini, 36 anni, originario di Bagno a Ripoli (Firenze), sposato e padre di un bimbo di un anno.

L’uomo, che lavorava come bartender a Sferracavallo, era alla guida di una bici a pedalata assistita quando è finito sotto un camion che trasportava sale. Sono intervenuti i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e gli agenti della polizia municipale. I pompieri hanno sollevato il mezzo con la gru per estrarre il corpo della vittima.

L’episodio ha scatenato un’immediata e dura reazione istituzionale, riportando al centro del dibattito i ritardi nella gestione della sicurezza stradale in città. La presidente della Commissione urbanistica e mobilità, Tiziana D’Alessandro, ha espresso profondo cordoglio sottolineando come di fronte a un altro nome che si aggiunge alla lista delle vittime non ci sia più spazio per le attese. Nel mirino c’è la mancata operatività del tavolo tecnico intersettoriale sulla sicurezza stradale, uno strumento cruciale proposto oltre un anno fa e mai effettivamente avviato.

Secondo la presidente della commissione, l’iter istituzionale non richiede ripartenze da capo, dal momento che proprio recentemente si è provveduto a sostituire l’ultimo nominativo mancante indicato dalla Regione. Con la squadra teoricamente al completo, non sussisterebbero più ragioni o pretesti per rinviare l’insediamento dell’organismo. Il tavolo tecnico nasce con l’obiettivo di mettere attorno allo stesso tavolo il Comune, la Regione, la Città metropolitana, la polizia municipale e tutti gli esperti del settore, così da creare una sinergia diretta per l’analisi dei dati, la mappatura dei punti più rischiosi della rete viaria urbana e la pianificazione di interventi mirati.

«Ancora una volta ci ritroviamo a parlare di sicurezza stradale dopo che una vita è stata spezzata – dichiara in una nota il Consigliere della VI Circoscrizione Giacomo Cuticchio -. Questa Amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità. Da anni chiediamo interventi concreti: percorsi ciclabili realmente sicuri, attraversamenti protetti, segnaletica, semafori intelligenti, manutenzione e maggiore sicurezza nei punti più pericolosi. Anche in VI Circoscrizione – continua Cuticchio – ho presentato proposte e atti, ma troppe richieste continuano a rimanere senza risposte. E sulle piste ciclabili è necessario dirlo chiaramente: non basta spendere fondi europei per poter dire di aver fatto qualcosa. Se un progetto viene stravolto e realizzato con soluzioni che possono aumentare i rischi per chi va in bicicletta, allora bisogna avere il coraggio di fermarsi e correggere gli errori. La sicurezza dei cittadini – conclude il consigliere – viene prima dei progetti da inaugurare e dei fondi da spendere. Basta interventi fatti senza una visione. Basta aspettare la prossima tragedia».

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