Addio a Rosario Mannino, ginecologo di Termini Imerese e tifoso rosanero
Aveva 85 anni
Aveva 85 anni e una lunga storia professionale alle spalle il dottor Rosario Mannino, ginecologo molto conosciuto a Termini Imerese e nel settore sanitario privato di Palermo. Per i tifosi del Palermo, però, il suo nome evocava anche un altro volto: quello di «Nonno Rosario», sostenitore appassionato e presenza immancabile nel mondo rosanero.
La sua scomparsa ha suscitato profondo cordoglio tra la comunità di Termini Imerese, dove Mannino aveva scelto di vivere e lavorare, e tra colleghi e pazienti che nel corso degli anni avevano imparato a conoscerne le qualità professionali e umane.
I funerali si svolgeranno giovedì 1 ottobre alle 11 nella chiesa Maria SS. Assunta di Palermo, in via Mater Dei, nella zona tra Palermo e Mondello. Sabato 3 ottobre, alle 18, la comunità di Termini Imerese lo ricorderà con una messa nella chiesa del Santissimo Salvatore.
La formazione e gli anni a Termini Imerese
Mannino completò gli studi di medicina a Palermo e proseguì il proprio percorso professionale seguendo a Sant’Agata di Militello il professor Loris Albano, che considerava il suo principale maestro.
All’inizio degli anni Settanta arrivò la scelta destinata a segnare il resto della sua vita: il trasferimento a Termini Imerese. Qui costruì la sua carriera e il suo legame con la comunità locale, continuando allo stesso tempo a lavorare nelle principali strutture sanitarie private di Palermo.
Nel corso degli anni colleghi e pazienti gli riconobbero una forte dedizione alla professione, insieme a una particolare attenzione al rapporto umano. Le testimonianze raccolte dopo la sua morte raccontano proprio questo lato del medico: una persona capace di mettere competenza e passione al servizio del proprio lavoro.
I cesarei e la musica in sala operatoria
Tra i ricordi più ricorrenti spiccano quelli legati alla sala operatoria. Rosario Mannino aveva sviluppato una particolare rapidità nell’esecuzione dei parti cesarei, che lui stesso definiva scherzosamente «record».
Durante gli interventi non rinunciava alla musica e riusciva così a creare un’atmosfera più distesa anche nei momenti che precedevano la nascita di un bambino. Chi ha lavorato al suo fianco conserva ancora oggi il ricordo di quelle giornate e del suo modo personale di affrontare il lavoro.
La passione per il Palermo e il soprannome «Nonno Rosario»
Fuori dalla sala operatoria, Mannino coltivava soprattutto la passione per il Palermo. Una fede calcistica vissuta con entusiasmo e anche con una buona dose di ironia, tanto da trasformarlo in un personaggio conosciuto tra i sostenitori rosanero.
In occasione dello storico esodo dei tifosi per la finale di Coppa Italia a Roma, si presentò allo stadio con un originale abbigliamento da «messicano rosanero». Da quel momento, e non solo, il soprannome «Nonno Rosario» divenne parte della sua identità tra i tifosi.
I familiari lo ricordano oggi con affetto e orgoglio, sottolineando soprattutto la sua dedizione al lavoro, la grande voglia di vivere e quella che definiscono una «inarrestabile giovinezza», rimasta con lui fino alla fine.
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